Modelli

Berlina

  • A (1948 – 1961)
  • AZ (ottobre 1954 – febbraio 1963)
  • AZL (dicembre 1956 – ottobre 1962)
  • AZLP (settembre 1957 – febbraio 1963)
  • AZA (febbraio 1063 – febbraio 1970)
  • AZ 4/4 (dicembre 1960 – 1966)
  • AZAM (marzo 1963 – aprile 1967)
  • AZAM Export (aprile 1967 – settembre 1967)
  • AZA2 o 2CV4 (febbraio 1970 – settembre 1976)
  • AZKB o 2CV4 (settembre 1976 . settembre 1978)
  • AZKA o 2CV6 (febbraio 1970 – luglio 1990)

Veicoli Commerciali

  • AU
  • AZU. AZU 250
  • AK 350
  • AK 400, AKS 400
  • AYCD (Acadiane)

Versioni Speciali:

2CV Sahara
Il suo vero nome è AZ 4/4, era una versione a trazione integrale della 2CV. Era caratterizzata dal fatto di possedere due motori: uno anteriore ed uno posteriore, meccanicamente indipendenti. Questi propulsori, in grado di erogare 12CV ciascuno, possedevano due serbatoi separati, uno per ciascun motore ed una sola leva del cambio che poteva comandare un solo motore (quello anteriore) oppure tutti e due contemporaneamente).
Pensata inizialmente per le colonie francesi, divenne presto un oggetto di culto presso gli appassionati di fuoristrada.
L’idea fu di un certo Sig. Bonnafus che nel 1954 costruì artigianalmente il primo esemplare con due motori 375cc. Un agente Citroën venne a conoscenza di quest’auto fuori dal comune e molto versatile efù così che Citroën decise di costruirla in serie.
Il primo prototipo venne presentato alla stampa il 7 marzo 1958, assemblato nella fabbrica Panhard dove venivano montate le furgonette.
Dei problemi di raffreddamento del motore posteriore richiesero la realizzazione di un secondo prototipo, con la leva del cambio sul pavimento, presentato nel novembre del 1958.
Il 9 settembre 1959 venne presentato il terzo prototipo (sempre senza fori nelle porte) e nel dicembre del 1960 iniziò la produzione in serie che terminò nel 1966, con 694 veicoli; nel 1971 venne assemblata in Olanda una 2CV partendo da pezzi rimanenti in magazzino.
Nel 1962 con l’indipendenza dall’Algeria, venne abbandonato per ragioni politiche il nome Sahara, anche se restò ufficiosamente. Secondo il censimento di un appassionato si stima che ne rimangono un centinaio.
Per le prestazioni, la Casa dichiarava una velocità di 65km/h con il solo motore anteriore in funzione, che diventavano 105 con entrambi i motori in funzione.

Spot
Commercializzata dal 10 aprile 1976, si caratterizzava per la carrozzeria bicolore bianco-arancio (blanc meije – orange ténéréé) con interni e capote che riprendevano le stesse tonalità e con l’aggiunta di un telaio parasole per la parte anteriore del tetto.
Il lotto di 1.800 esemplari realizzati andò esaurito in breve tempo.

Charleston
Per il Salone dell’Automobile di Parigi dell’ottobre 1980 venne approntato l’allestimento “Charleston” con verniciatura bicolore nero-bordeaux (nero – rosso delage) e filettature bianche. Riprendeva i temi stilistici degli anni ’30, sottolineati dai tessuti interni “pied de poul” e dalla denominazione dedicata al ballo di moda all’epoca. Visto il precedente successo, si pensò di aumentare la tiratura a 8.000 esemplari che, tuttavia, risultò inadeguata alla domanda. Nel 1982 la Citroën decide di mettere l’allestimento “Charleston” a listino, ove rimarrà fino al termine della produzione, aggiungendo le nuove colorazioni nero-gialli e nero-grigio.
Nel 2008 è stata lanciata una variante Charleston della Citroën C3 e C3 Pluriel con la classica colorazione nero-bordeaux.

James Bond 007
Nel 1982 venne proposto l’allestimento conseguente al film “Solo per i tuoi occhi”, appartenente alla saga James Bond, nel quale veniva utilizzata una 2CV gialle (jaune Helios AC 336) in spericolate acrobazie. La versione, realizzata in 700 esemplati, è colorata nell’identica tonalità di quella del film e dotata di adesivi riproducenti il logo “007” ed i fori delle pallottole.

France 3
In seguito alla sponsorizzazione del veliero “France 3”, concorrente all’America’s Cup nel 1983 la Citroën approntò l’omonimo allestimento, venduto sui mercati esteri con la denominazione “Beachcomber” o “Transat”. Quest’ultima per il mercato italiano.
Verniciata di bianco con bande decorative blue, questa versione fù complessivamente realizzata in 4.000 esemplari.

Dolly
Nel 1985

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